Museo della marineria

Museo della marineria
Località: Cesenatico
Provincia: Forlì-Cesena

La ‘sezione galleggiante’ è di grande effetto scenografico: le imbarcazioni storiche sono ancorate nel porto canale disegnato da Leonardo da Vinci nel 1502 e le vele colorate, issate quando il tempo lo permette, contrastano con le tinte pastello dei muri delle case della cittadina romagnola.
Le vele venivano tinteggiate con colori naturali, e predominanti erano il rosso e il giallo; lo scopo era riconoscere, in mancanza di altri segnali di comunicazione, le imbarcazioni in mare aperto o all’entrata dei porti. I simboli e le decorazioni usate avevano un importante valore sociale: segnalavano l’appartenenza a differenti famiglie di pescatori o rimandavano a simbologie magiche e religiose.

La ‘sezione a terra’ si trova in un nuovo edificio che si affaccia sul porto canale e che ospita, oltre alle sale del museo caratterizzate da moderni allestimenti, una sala convegni, aule didattiche, locali per mostre, laboratori e una biblioteca specializzata.

Nel grande padiglione museale sono custodite due barche simbolo della marineria a vela nell’alto Adriatico: il trabaccolo e il bragozzo dedicate alla pesca. Entrambe erano dotate di due alberi muniti di “vela al terzo”, cioè una vela di forma trapezoidale.
Nel museo sono ben descritte, anche attraverso pannelli, le rotte dei trabaccoli, quel fitto scambio di merci e di persone che avveniva nell’Adriatico sino alla metà del XX secolo.
I trabaccoli viaggiavano tra i porti della Romagna e quelli dell’Istria e della Dalmazia per trasportare merci di ogni genere, tra cui alimentari, frutta di stagione e legnami.

Nel museo si possono osservare alcuni esempi di “occhi” del trabaccolo dell’Adriatico, tipiche decorazioni simboliche che attribuivano personalità alla barca, percepita dal marinaio come una cosa viva e amica, capace di trovare la rotta anche da sola e di evitare così i pericoli della navigazione.

La prima parte del percorso, chiamata “struttura e costruzione”, racconta i materiali e le tecnologie di carpenteria navale con cui l’uomo ha costruito in modo molto simile imbarcazioni per millenni: canapa per il cordame, cotone e lino per le vele, legno per lo scafo e le alberature, ferro per le ancore e i chiodi.
Senza dimenticare la terracotta di cui erano fatte le pipe, fabbricate soprattutto a Chioggia e di cui al museo si può osservare una ricca collezione. Accompagnano il visitatore in questa parte del museo alcune foto d’epoca in bianco e nero, che permettono di rivivere le atmosfere di lavoro di un tempo. Di forte impatto visivo sono anche le animazioni e i filmati d’epoca sugli schermi che si accendono automaticamente al passaggio del visitatore.

Nella seconda parte del percorso, dedicata a “propulsione e governo”, sono esposte antiche ancore del XVII secolo, ormai corrose dalla salsedine, la ruota da cordaio, il grande argano e l’ottocentesca “Bottega Marconi” di carpenteria navale.

Un settore del museo è dedicato all’evoluzione dell’attrezzatura velica, mentre una raccolta di motori documenta il passaggio dalla vela al motore.
La vita a bordo non era certamente facile e le necessità del lavoro dettavano ritmi e ruoli dell’equipaggio che, per ragioni di convivenza, aveva spesso una dimensione familiare.
I pasti si consumavano insieme ed erano soprattutto a base di pesce e polenta, accompagnati da vino o acqua e aceto, una miscela chiamata in romagnolo bvànda.
Il pescato dell’Adriatico era, ed è ancora oggi, costituito da una grande varietà di molluschi, crostacei e pesci, come il pesce azzurro di cui fanno parte le sarde, i sardoni, le acciughe e gli sgombri, ricchi di grassi polinsaturi, omega 3, vitamine e sali minerali.
La sua qualità è oggi molto apprezzata e si può fregiare del marchio “prodotto certificato dell’alto Adriatico”, a garanzia di un sistema di produzione e di una qualità ambientale tutelata.

Il percorso si completa con la visita alle due terrazze per osservare dall’alto i dettagli delle vele e delle alberature. Inoltre, per gli amanti dei reperti storici antichi, nel palazzo adiacente al museo è visitabile l’Antiquarium, che racconta la vita quotidiana del territorio al tempo degli antichi Romani, con oggetti archeologici ritrovati nell’entroterra di Cesenatico.


Orari di apertura
Metà giugno-fine agosto:
tutti i giorni 10-12 e 17-23.
Settembre: tutti i giorni 10-12 e 15-19.
Invernale: sabato, domenica e festivi 10-12 e 15-19; altri giorni solo su prenotazione.

Tariffe
Ingresso 2 euro, ridotto 1 euro per under 18,
over 65 e per gruppi superiori a 15 persone.
Gratis per minori di 6 anni.

www.museomarineria.eu
Telefono: 0547 792 05
Fax: 0547 792 54