Museo della civiltà contadina di Bastiglia

Museo della civiltà contadina di Bastiglia
Località: Bastiglia
Provincia: Modena

Ci troviamo nella pianura Modenese, nelle cosiddette “terre d’acqua” ubicate tra canali e i fiumi Panaro e Secchia. Vere e proprie vie d’acqua, che hanno permesso per secoli il traffico delle merci e delle persone tra Modena e Venezia, passando per Ferrara.
Il commercio fiorente permetteva il trasporto dei prodotti agricoli e i floridi guadagni dei proprietari terrieri e delle signorie locali.
È proprio grazie alle caratteristiche geografiche ed economiche del territorio che nel 1432 gli Estensi costruirono il Mulino di Bastiglia: è il più grande della regione e conta sedici macine che lavorano ininterrottamente tutto l’anno.
Il naviglio, alimentato da acque di sorgente, garantiva la macinazione anche nei periodi estivi.
L’acqua arrivava al mulino attraverso una grande vasca ottagonale, sostenuta da massicce mura, chiamata il Sostegno, una sorta di conca fluviale utilizzata anche come porto e situata nel centro del paese. Da qui transitavano a pagamento le barche dell’epoca attraverso l’apertura di appositi portoni.

Oggi del Sostegno non c’è più traccia, tranne che nelle immagini fotografiche custodite nel museo della civiltà contadina di Bastiglia e in innumerevoli documenti e mappe dell’epoca. L’attività del mulino cessò, infatti, nel 1932 e la vasca fu tombata e trasformata in piazza pubblica. L’edificio è stato invece recentemente restaurato e riconvertito in ristorante ed altri esercizi commerciali.

Alcuni attrezzi appartenenti al Mulino e al Sostegno si trovano all’ingresso del museo di Bastiglia, una sorta d’invito al turista e ai tanti visitatori locali a scoprire questa comunità rurale. La navigazione e il mulino hanno infatti rappresentato per diversi secoli momenti di grande interesse sociale.
I Comuni di Bastiglia, Bomporto, Ravarino e Nonatola compongono, a partire dal 2000, l’Unione dei Comuni del Sorbara. Un’unione amministrativa, funzionale allo sviluppo della moderna comunità locale, che ci ricorda come in queste zone la vocazione agricola sia ancora molto forte. Il lambrusco di Sorbara Doc, la Pera dell’Emilia-Romagna Igp e il Parmigiano-Reggiano Dop sono solo alcuni dei prodotti simbolo di queste terre. L’8 settembre di ogni anno si celebra la “Sagra di San Clemente”, dedicata alla Beata Vergine di San Clemente, santuario che dista pochi chilometri da Bastiglia.

In origine era un mercato contadino, oggi trasformato in sagra commerciale ed enogastronomica dove ancora si svolge la tipica colazione con cotechino, un tempo riservata ai lavoratori nei campi, accompagnata dal lambrusco.

Nelle sale del museo sono proposte le principali produzioni tipiche, da quella del vino alla lavorazione della canapa e dell’erba palustre.
Quest’ultima, in particolare, ha rappresentato una preziosa fonte di reddito per le comunità locali, tanto che il vicino paese di Ravarino è insignito del titolo di “Paese delle sporte”. Le sporte erano infatti una lavorazione tipica dell’erba palustre che coinvolgeva tutta la famiglia contadina: gli uomini raccoglievano la paviera nei campi, i ragazzini la sfogliavano e le donne la lavoravano, intrecciandola abilmente con giri sovrapposti su modelli di legno di differenti forme e misure, per produrre contenitori detti sporte. Nel museo se ne può osservare una ricca collezione.
Nata come arte dell’arrangiarsi, la lavorazione dell’erba palustre nel tempo diventa un mestiere vero e proprio; ancora oggi sopravvive grazie ad artigiani locali che lavorano per produrre ricercati bottoni. Nelle sale successive del museo sono riprodotti gli ambienti della casa tipica contadina della Bassa modenese.

Nella cucina sono custoditi innumerevoli attrezzi anche costruiti in casa, frutto dell’ingegno e dell’arte del riciclo. In camera si trovano il tipico letto a cavalletto e alcuni mobili dell’800. Sulla strada per Sorbara, appena usciti dal paese, sorge il padiglione delle macchine agricole, parte integrante del museo di Bastiglia, che raccoglie una preziosa collezione di trattori storici. Sono esposti, tra gli altri, un prototipo Fiat, il 60R, donato al museo dalla stessa casa automobilistica e costruito durante la seconda guerra mondiale.

Durante l’occupazione tedesca, l’8 settembre del 1943, il prototipo fu sepolto in località Baggiovana (MO) per evitarne la deportazione in Germania. Il più antico trattore custodito nel museo è un modello ad avviamento a manovella della ditta americana Forson, costruito nel 1918; inoltre ci sono alcuni trattori a testa calda della Super Orsi, dei Super Landini e dei Landini a 2 tempi e vari modelli Fiat costruiti tra gli anni ’20 e ’50.
Imponenti sono anche la trebbiatrice della ditta F.lli Carra di Suzzara di Mantova e la pressatrice e imballatrice della ditta Ferriani di Ferrara, costruite entrambe a metà degli anni ’40.


Orari di apertura
Sabato-domenica 10-12 e 15-18; lunedì 10-12;
martedì-venerdì 9-12 previo appuntamento.

Tariffe
Ingresso gratuito.

www.comune.bastiglia.mo.it/museo
Telefono: 059 800 912; 059 904 866
Fax: 059 815 132